Dossier. Bologna, piano progetti e politiche a cura di Patrizia Gabellini e Martina Massari

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La spinta dell'emergenza pandemica verso una nuova mobilità scolastica
Il caso della prima piazza scolastica a Bologna
Chiara Girotti, Chiara Magrini, Leonardo Tedeschi e Alessandro Bettini
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Parole chiave: Spazio pubblico, Piazze, Scuole, Sostenibilità, Innovazione
Keywords: Public space, squares, schools, sustainability, innovation

 

Abstract:     

IT) Prima e durante la pandemia, la città di Bologna si dota di rinnovati strumenti pianificatori che forniscono una cornice di senso e obiettivi strategici per una mobilità sostenibile e uno spazio pubblico condiviso. Entro alcuni di questi obiettivi resi più evidenti dall’emergenza pandemica, si delinea come centrale il tema della mobilità scolastica e dello spazio stradale fra scuola e città, nonchè la necessità di immaginarne usi possibili attraverso interventi sperimentali e rapidi. Nella cornice di queste esperienze e processi di apprendimento nasce il primo progetto di piazza scolastica - non più temporanea ma definitiva - di Bologna: quella fra le scuole Tambroni e il Mercato Rionale di Chiesa Nuova. Il contributo ne descrive il progetto e le traiettorie.

EN) Before and during the pandemic, the city of Bologna has approved new planning tools that outline an overall framework and strategic objectives for sustainable mobility and shared public space. In order to reach these goals, made even more evident due to the pandemic emergency, the most important topics to address are the centrality of the home-school mobility and the role of public spaces between schools and the city, along with the need to imagine their possible uses through experimental and rapid interventions. The first project of a permanent scholastic square in Bologna develops within such design experiences and learning processes, and this contribution discusses its design features and future trajectories.




Nuovi strumenti per accelerare l’attuazione degli obiettivi strategici della città

Da tempo il Comune di Bologna ha avviato una riflessione sulla mobilità sostenibile e l’uso dello spazio pubblico in relazione agli edifici scolastici e all’esperienza di bambine e bambini; il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e il Piano Urbanistico Generale (PUG), redatti poco prima della pandemia, forniscono per la prima volta una cornice coerente e ampia per queste riflessioni e ne definiscono gli obiettivi.
In particolare, il PUMS propone l’approccio dello spazio condiviso per la sicurezza di tutte le componenti di mobilità sulle strade e in particolare dell’utenza più vulnerabile, verso la “transizione nella concezione della rete stradale da spazio conteso a spazio condiviso”1. Il piano prevede interventi di tutela delle aree scolastiche e nuovi spazi pedonali e promuove progetti educativi e buone pratiche per favorire la mobilità sostenibile, la sicurezza e l’autonomia dei bambini e delle bambine negli spostamenti casa-scuola.
Con un approccio complementare, il PUG mette in evidenza le caratteristiche che devono avere tutti gli spazi pubblici come “luoghi privilegiati per la vita dei cittadini.. devono essere facilmente accessibili da chiunque, inclusivi, sicuri, belli, confortevoli, riconoscibili, multi-prestazionali”2. In particolare, viene sottolineata l’importanza dell’allestimento temporaneo degli spazi per sperimentare funzioni ibride e plurali, che possano agevolare l’attivazione di processi di rigenerazione e suggerire percorsi di allargamento della comunità. Il piano suggerisce come oggetto privilegiato di queste trasformazioni proprio le “strade e le piazze davanti agli edifici scolastici", come importanti spazi di soglia fra spazio educativo e spazio pubblico. Questi luoghi vengono quindi indicati come “oggetto di una progettazione specifica per garantire ai bambini e ragazzi maggiore autonomia e consapevolezza della città”3.
Nell’individuare obiettivi e approcci possibili, i due piani mettono al centro lo spazio stradale, inteso come spazio pubblico di condivisione in particolare in prossimità degli edifici scolastici. La pandemia ha reso poi più urgenti alcune necessità rilevate durante la fase di ascolto del PUMS e del PUG. Molti cittadini e comunità del territorio si sono organizzate nel proporre all’Amministrazione una mappatura di bisogni e luoghi di possibile intervento ed è stato approvato, nel luglio 2020, il Piano per la Pedonalità Emergenziale (PPE). Quest’ultimo strumento, di carattere attuativo, ha individuato aree della sede carrabile che potessero configurarsi come nuovi spazi di aggregazione e socializzazione. Entro il contesto di emergenza in cui si è sviluppato, il PPE per la prima volta ha introdotto un approccio basato su un’implementazione progressiva delle trasformazioni urbane: interventi di veloce ed economica attuazione che, da un lato, hanno dato risposte immediate e, dall’altro, sono stati anticipatori rispetto ad azioni di riqualificazione più tradizionali - delineando un percorso poi definito come urbanistica tattica.

 

L’urbanistica tattica, un’occasione per testare nuove forme di spazio pubblico

Attraverso questo tipo di trasformazione leggera e veloce dello spazio è stata sperimentata la prima piazza scolastica temporanea di Bologna in via Procaccini, in zona Bolognina. L’intervento, inaugurato nella primavera del 2022, si è concentrato su uno slargo in prossimità delle scuole secondarie di primo grado Testoni-Fioravanti. I parcheggi esistenti sono stati sostituiti da uno spazio disegnato per l’aggregazione negli orari di entrata e uscita dalla scuola, allestito con sedute, vasi, vegetazione, verniciature colorate, giochi e scritte a terra, co-progettati con gli studenti e le studentesse.
Per qualificare il processo di urbanistica tattica, lo spazio è stato oggetto di un’attività di osservazione e monitoraggio, pre e post intervento, realizzata attraverso strumenti quantitativi e qualitativi ideati appositamente4, i cui risultati sono stati sintetizzati e resi pubblici5. La percezione e l’uso dello spazio che emergono dall’analisi raccontano di come l’intervento sia stato in grado di creare uno spazio di aggregazione accogliente e sicuro e questa prima esperienza ha mostrato che l’approccio tattico all’urbanistica è uno strumento efficace per esplorare, seppur in maniera temporanea e sperimentale, risposte possibili ai bisogni emersi prima e durante la pandemia, in linea con gli obiettivi strategici della città.

 

La prima piazza scolastica definitiva di Bologna, uno spazio ridisegnato per le persone e per l’ambiente

Le sperimentazioni temporanee hanno reso evidente la necessità di individuare modalità per la trasformazione delle piazze scolastiche in progetti definitivi e, a febbraio 2023, è stata inaugurata la prima piazza scolastica di carattere definitivo a Bologna, davanti alle scuole Tambroni. Il progetto ha avuto l’obiettivo di armonizzare la convivenza tra gli studenti e le studentesse delle scuole e i veicoli dei commercianti del limitrofo Mercato Rionale di Chiesa Nuova che ormai quotidianamente costituivano elemento di rischio e conflitto. È importante sottolineare che il progetto nasce e si definisce a partire da una sperimentazione di uso temporaneo dello spazio: nella fase più acuta della pandemia, al fine di risolvere la relazione problematica fra il mercato e la scuola, era stata sperimentata la chiusura quotidiana dello spazio alle auto, tramite transenne, negli orari di entrata e uscita scolastica. L’osservazione e il monitoraggio di questa sperimentazione6 ne hanno evidenziato la poca leggibilità ed efficacia e hanno portato all’ideazione dell’intervento di riqualificazione definitiva. Il progetto ha ridisegnato lo spazio tra la scuola e il mercato trasformando circa 700 mq di area carrabile in spazio pedonale sicuro e giocabile, continuando a garantire l’accesso dei mezzi del mercato per il carico e scarico. Le diverse possibilità d’uso dello spazio sono state marcate attraverso pavimentazioni differenziate: conglomerato per le aree carrabili, masselli autobloccanti per le zone parzialmente carrabili; graniglia drenante per le zone destinate esclusivamente ai pedoni. Dal punto di vista ambientale, il progetto garantisce un diretto deflusso delle acque nel sottosuolo e accoglie nuova vegetazione in aree desigillate. Inoltre, è stato realizzato il cappotto termico dell’edificio scolastico per ridurre il fabbisogno energetico e l’emissione di gas inquinanti. Al centro della nuova piazza, elementi di arredo con forme e colori inediti per lo spazio pubblico urbano stimolano il gioco e la creatività dei bambini e garantiscono uno spazio sicuro, tranquillo e confortevole per l’attesa e la socialità degli adulti, è prevista anche l’installazione di una fontanella di acqua. L’illuminazione dell’area è stata ripensata attraverso l’installazione di nuovi lampioncini dotati di apparecchi illuminanti a led.

Il progetto ha preso forma in uno spazio molto ristretto, in cui la sfida è stata quella di far convivere bisogni di uso dello spazio molto diversi, in questo senso non è stato fondamentale solo il disegno attento dello spazio ma anche lo scambio continuo fra i diversi attori coinvolti. L’azione congiunta della politica, le diverse componenti tecniche dell’Amministrazione comunale, della Fondazione Innovazione Urbana ed il dialogo tra le parti interessate (Quartiere, cittadini, scuola, genitori, commercianti) hanno infatti permesso di esplorare le diverse possibilità d’uso dello spazio. Ne è un esempio interessante l’opportunità di abbattere una vecchia cabina elettrica dismessa all’interno del cortile scolastico e di convertirne lo spazio, emersa nell’ambito di questo dialogo progettuale.

 

Azioni integrate per favorire percorsi sostenibili tra casa-scuola

La realizzazione di piazze scolastiche si integra con un progetto ampio di promozione della mobilità scolastica sostenibile, in corso da tempo a Bologna, che ha l’obiettivo di promuovere un cambiamento delle abitudini di mobilità di giovani e famiglie oltre l’emergenza, attraverso azioni che li coinvolgano. Ne è esempio l’organizzazione del pedibus, verso cui è cresciuto l’interesse con il riavvio delle attività scolastiche dopo la pandemia. A Bologna i pedibus sono diventati l’occasione per valorizzare il protagonismo delle scuole e delle famiglie nel cambiamento verso nuovi comportamenti e stili di vita. Oggi sono una ventina le scuole coinvolte sul territorio comunale, per un totale di 200 bambini e bambine partecipanti. Alla definizione degli itinerari hanno collaborato attivamente i genitori, una parte dei quali si sono anche resi disponibili ad accompagnare i gruppi di studenti come autisti volontari. Così, partendo da incontri organizzativi nelle scuole con esperti incaricati dal Comune, Diatesi e Centro Antartide, si è ampliato e approfondito con le scuole il dialogo operativo e si sono incontrati dirigenti, insegnanti, mobility manager e referenti pedibus, in un’indispensabile collaborazione.


Verso una Città 30

La cornice del PUMS e del PUG, le sperimentazioni temporanee e gli interventi definitivi, nonché le attività di promozione della mobilità scolastica sostenibile sono parte degli ingredienti per un più ampio ripensamento di Bologna come Città 30. In questi anni, infatti, si è radicata e diffusa la richiesta di una parte sempre più ampia della cittadinanza di avviarsi più velocemente ai cambiamenti prefigurati dal PUMS e PUG e l’Amministrazione si è attivata attraverso il lancio del programma Città 30 per Bologna. Un piano integrato per il miglioramento della sicurezza stradale, la promozione della mobilità sostenibile e della qualità e della fruibilità dell’ambiente e dello spazio pubblico. Proprio in quest’ottica molte delle sperimentazioni accennate si stanno stabilizzando, come dimostra la previsione di realizzare cinque nuove piazze scolastiche con i fondi comunitari REACT-EU. In questa fase sarà importante fare tesoro degli apprendimenti emersi da queste prime realizzazioni e creare le condizioni per intervenire in maniera più sistematica sull’intero sistema urbano, con la consapevolezza che una città progettata per i bambini e le bambine è una città per tutte e tutti e che le piazze scolastiche possono costituire i nodi intorno ai quali si sviluppa la Città 30 del futuro.




Note


1 Piano Urbano della Mobilità Sostenibile Città Metropolitana di Bologna - Relazione - Vision, pag.23.

2 Piano Urbanistico Generale Comune di Bologna - Disciplina del Piano - Azione 2.3.b Realizzare spazi aperti ed edifici pubblici di alta qualità architettonica e ambientale, pag. 90-92.

3 Piano Urbanistico Generale Comune di Bologna - Disciplina del Piano - Azione 2.3.c Rinnovare lo spazio stradale in termini di qualità formale ed ambientale, accessibilità e sicurezza, pag. 93.

4 Per approfondimenti sugli strumenti di osservazione e monitoraggio: https://www.fondazioneinnovazioneurbana.it/progetto/spazioabologna#osservazione-e-monitoraggio

5 Report completo disponibile alla pagina https://fondazioneinnovazioneurbana.it/progetto/viaprocaccini

6 Report di osservazione e monitoraggio dell’area scolastica tra le scuole Tambroni e il Mercatino Rionale di Chiesa Nuova https://www.fondazioneinnovazioneurbana.it/images/RINNOVARE_CANTIERI/2020_CANTIERE_SPAZIO_A_BOLOGNA_Report_osservazione_e_monitoraggio_scuole_Tambroni.pdf




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